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Premessa
E’ opportuno rifarsi a quanto previsto dalla Legislazione vigente in materia di DPI.
Due articoli del D.Lgs 626/94, e successivi aggiornamenti, hanno grande importanza in materia:
- l’art 40, puntualizza che si intende per DPI qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro.
- l’art. 41, stabilisce che i DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.
In linea di principio quindi l’adozione di uno o più DPI, quale mezzo per evitare o ridurre uno o più rischi suscettibili di minacciare la sicurezza o la salute del lavoratore, è subordinato alla verifica che il rischio non possa essere evitato in alcun modo o ridotto con l’adozione di altri sistemi di prevenzione e protezione, privileggiando quelli di protezione collettiva.
La decisione inerente l’adozione dei DPI, ai fini della sicurezza, è parte integrante del percorso ciclico nelle attività lavorative: "valutazione dei rischi - documento di valutazione - individuazione delle misure di prevenzione e protezione - programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza - aggiornamento delle misure di prevenzione in relazione ai mutamenti organizzativi e produttivi, ma soprattutto al grado di evoluzione della tecnica".
I dispositivi di protezione acustica.
Sono destinati a proteggere l’apparato uditivo di chi li indossa creando una barriera tra l’apparato uditivo del soggetto esposto e le onde sonore presenti nel campo acustico in cui lo stesso viene a trovarsi. Vengono, più propriamente, definiti come "dispositivi indossati da una persona per evitare effetti uditivi indesiderati prodotti dagli stimoli acustici".
Attualmente si distinguono tra quelli che intervengono nell’attenuazione per via aerea, quali cuffie e inserti o tappi, ed altri, meno utilizzati, che intervengono attenuando anche la trasmissione del suono per via ossea, avvolgendo in tutto o in parte il capo del soggetto esposto, ad esempio i caschi o elmetti acustici.
I DPI reperibili in commercio, sono oggi il risultato di una tecnologia produttiva molto avanzata intesa a condensare nello stesso dispositivo la massima efficacia nella attenuazione sonora, la migliore portabilità, il confort e, soprattutto, la non nocività dei prodotti impiegati.
Classificazione dei DPI
- cuffie auricolari: sono costituite da conchiglie auricolari da premere contro ciascun padiglione dell’orecchio o da conchiglie che avvolgono il padiglione e vengono premute contro la testa. Le conchiglie auricolari sono rigide, rivestite internamente con una calotta in materiale fono assorbente destinata ad aumentare l’attenuazione sonora a determinate frequenze; sono provviste di cuscinetti ammortizzanti riempiti con liquido o con materiale espanso e, allorchè indossate, vengono tenute premute contro la testa da un archetto di sostegno o con un apposito dispositivo montato su un elmetto di protezione. La funzione dei cuscinetti ammortizzanti è di realizzare una chiusura ermetica tra le conchiglie e la testa. L’archetto di sostegno può essere posizionato per sostegno sopra la testa, dietro la nuca o sotto il mento, ma può essere anche di tipo universale. Le conchiglie possono essere corredate di ulteriori protezioni temporanee monouso applicate sui cuscinetti per la loro protezione contro la sporcizia, traspirazione, cosmetici, ecc., e possono essere provviste, a seconda del modello, di cinghia flessibile destinata a sostenere le cuffie in abbinamento con l’archetto.
Le cuffie solitamente disponibili sono di taglia normale, ossia di “taglia media” in quanto si adattano alla maggior parte dei portatori (in base alla dimensione della testa della maggior parte della popolazione europea), mentre cuffie di taglia limitata sono prodotte nella “taglia piccola” e “taglia grande”, per adattarsi a dimensioni diverse da quella normale.
Al tipo di cuffie a protezione passiva, ora descritto, si aggiungono le cuffie:
- con risposta in funzione del livello sonoro, cioè cuffie dotate di un circuito elettronico teso a riprodurre i suoni esterni di livello minore nel condotto uditivo, di solito fornendo al contempo l’attenuazione dei suoni di maggiore livello per mezzo di una funzione di guadagno dipendente dal livello.
- con controllo attivo della riduzione del rumore (ANR - active noise reduction). Queste cuffie utilizzano un procedimento elettronico inteso a neutralizzare un rumore sovrapponendo ad esso la sua immagine pressochè speculare (egual frequenza e ampiezza), ma in opposizione di fase rispetto al suono in ingresso.
Questo tipo di cuffie, più di ogni altro tipo, tendono alla eliminazione della sensazione di confinamento acustico di chi le indossa in quanto dovrebbero permettere un ascolto a livello corretto dei rumori esterni, a differenza delle normali cuffie insonorizzanti di tipo passivo che non permettono, a chi le indossa, di sentire ciò che avviene attorno a lui.
Il ripristino dei suoni con un'intensità non nociva all'apparato uditivo viene realizzato tramite un circuito elettronico, alimentato da batterie, all’interno delle cuffie.
- con dispositivo di radio comunicazione, cioè sono in grado di trasmettere e ricevere segnali audio se accoppiate a qualsiasi tipo di ricetrasmettitore;
- inserti auricolari: costituiti da un elemento di materiale elastico da inserire nel condotto uditivo esterno (aurale), oppure da porre nella conca del padiglione auricolare contro l’orifizio all’entrata del condotto uditivo (semi-aurale). Si distinguono in:
- inserti monouso: destinati ad essere utilizzati una sola volta;
- inserti riutilizzabili: destinati ad essere utilizzati più volte. Questo tipo di inserti può essere corredato di cordino che unisce due inserti;
- inserti adattabili: che richiedono una manipolazione prima di essere inseriti nel condotto uditivo: Sono di materiale comprimibile che, dopo l’inserzione nel condotto uditivo, si espandono creando una chiusura ermetica contro il meato acustico;
- inserti preformati: che non richiedono alcuna manipolazione prima di essere utilizzati. Sono realizzati in materiale morbido che, con l’inserimento nel condotto uditivo si adattano perfettamente;
- inserti realizzati su misura: sono realizzati sulla base dell’impronta rilevata del meato acustico esterno del singolo portatore. Possono essere corredati di cordino;
- inserti con archetto di sostegno: che possono essere di tipo aurale o semi-aurale, monouso o riutilizzabili. L’archetto di sostegno ha la funzione di consentire agli inserti di essere trattenuti all’interno del condotto uditivo, o contro l’imbocco del condotto uditivo esercitando una idonea pressione contro gli elementi dell’inserto.
- inserti rilevabili mediante metal detector particolarmente indicati per l’industria alimentare.
Al tipo di inserti di protezione acustica ora descritti, si aggiungono gli inserti con attenuazione in funzione del livello sonoro progettati propriamente per ripristinare i suoni esterni attenuando in pari tempo i suoni ad alti livelli. Sono dotati di un dispositivo elettroacustico teso a riprodurre i suoni esterni di livello minore nel condotto uditivo, fornendo attenuazione dei suoni di maggiore livello per mezzo di una funzione di guadagno con attenuazione in funzione de livello sonoro. Sono indicati in ambienti rumorosi intermittenti o a impulsi e dove è richiesta la necessità di udire i suoni esterni di avvertimento.
Questi dispositivi, come le cuffie ANR (active noise reduction) tendono alla eliminazione del confinamento acustico di chi li indossa.
- elmetti acustici o caschi: che sono in materiale rigido e che coprono una parte considerevole della testa e gli orecchi esterni.
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